Siamo un Paese occupato

Bagnasco (Cei) chiede una rifondazione della politica e legge elettorale prima del 2013 (vedi)

Ci risiamo. Ma è mai possibile che nessuno dica a Bagnasco che non è consentito a esponenti di uno Stato straniero esprimere giudizi e opinioni sulla politica italiana?
Ricordiamo a Bagnasco che la nostra Costituzione afferma l’indipendenza e la sovranità dello Stato e della Chiesa ciascuno nel proprio ordine (in parole povere significa che ognuno si fa i fatti suoi in casa propria senza interferire nei fatti dell’altra parte) e che nel 1984, con la revisione dei Patti Lateranensi “fascisti”, questo principio è stato riaffermato e sottoscritto da entrambe le parti.
I temi del rinnovamento della politica, della crisi economica e delle nuove libertà civili sono prettamente italiani e di competenza dei cittadini italiani. Non sono e non devono essere oggetto di esternazioni pubbliche da parte di un organismo (uso di proposito tale termine per dare la giusta collocazione e connotazione temporale), la Chiesa e le sue emanazioni, tutte compreso la CEI, che sono estranea alla vita civile degli italiani. Bagnasco ha affrontato anche i temi della riforma elettorale, della crisi economica, del precariato e ha anche lasciato intuire che un governo Monti bis sarebbe auspicabile e gradito (Sole24Ore). L’Italia è una repubblica democratica libera ed indipendente, non è un Paese occupato. La sovranità è attribuita a tutto il popolo e non solo ai cattolici. Ogni condizionamento imposto a chi non si riconosce nella Chiesa per effetto della sua ingerenza, viola i principi costituzionali che sono l’unico riferimento per garantire la democrazia e le libertà individuale. La Chiesa svolga la sua missione e imponga le sue regole a casa sua, il Vaticano; se qualcuno ritiene ritiene di riconoscersi nei principi della Chiesa è liberissimo di farlo ma è una questione soggettiva sua personale. I laici non credenti lo consentono e lo garantiscono, facciano la stessa cosa i cattolici; si chiama democrazia e libertà individuale ossia laicità.
La laicità per Bagnasco è un’altra cosa: “Il fatto che i cosiddetti valori non negoziabili, cioè quelli che la Chiesa esorta a difendere senza compromessi, siano iscritti nel Vangelo, non diminuisce la legittimità civile e lo spessore di laicità di chi vi si riconosce.” L’egregio signor Bagnasco vuole forse dire che per coloro che non si riconoscono in questi “valori non negoziabili” non esiste la stessa legittimazione civile e lo stesso spessore di laicità? sembrerebbe proprio di si, considerato che vogliono imporli a tutti anche ai non cattolici. Ci avverta, non vorrei fare la fine di Giordano Bruno e di tanti altri come lui.
Anche la questione morale riferita ai nostri politici, non riguarda la Chiesa. E’ una questione italiana e solo gli italiani devono affrontarla. Se il signor Bagnasco è cittadino italiano, ha tutti i diritti di parlarne e discuterne ma in modo privato e non come esponente di uno Stato straniero. Non mi risulta che Bagnasco sia un rappresentante delle istituzione repubblicane elette dal popolo italiano. Nel merito, per favore, credo che lo Stato e l’organizzazione rappresentate da questo signore siano le ultime a poter parlare di malaffare.
I contributi erogati alla Chiesa cattolica per effetto del 8‰ e destinati a esigenze di culto della popolazione, a sostentamento del clero, a interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo sono erogati con le stesse modalità dei contributi ai gruppi politici (nazionali e regionali); sono finalizzate ma senza obbligo di rendiconto. La CEI pubblica annualmente un resoconto raggruppato però senza fornire dettagli.
Nella finanziaria 2005 lo Stato italiano ha dovuto versare 25milioni di euro a ACEA spa (la società che eroga acqua a Roma) perchè il Vaticano si rifiuta di pagare; ad oggi il debito del Vaticano supera i 50milioni. A differenza del Vaticano, dove lo Stato è il Papa, in Italia lo Stato sono gli italiani che hanno dovuto farsi carico di questa inadempienza. Sono gli stessi italiani ai quali si chiedono sacrifici con austerità e tagli. Non è molto diverso dai politici nostrani che si approppriano del denaro degli italiani.
L’art. 7, comma 4, dei Patti Lateranensi modificati nel 1984 afferma il principio che tutti le attività diverse da quelle di religione e di culto sono soggette alle leggi dello Stato e al regime tributario. Non sono d’accordo nemmeno su questa franchigia ma tant’è. Però l’esonero di quello che dovrebbe essere soggetto è una sottrazione di risorse allo Stato, cioè agli Italiani.
Ci sono anche gli scandali finanziari che hanno visto quasi sempre, da Calvi al San Raffaele, la presenza della Chiesa. Anche in tutte queste vicende hanno pagato sempre gli Italiani.
Questo è un Paese occupato e sfruttato dagli occupanti che, probabilmente, costano più dell’attuale degenerazione della politica. Non hanno nemmeno il pudore di evitare, almeno formalmente, l’orientamento della politica italiana.

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