Il disagio sociale aumento ma nessuno si preoccupa. Servono fatti non parole.

La lettera della Signora A.G. [da merateonline]

Italia, paese civile e moderno, ottava potenza economica mondiale. Eppure, situazioni come quelle descritte nella lettera di A.G. sono molto diffuse. Nel nostro Paese, la condizione di troppe persone sta raggiungendo livelli sempre più drammatici e, probabilmente, irrisolvibili. Coloro che, in modo democratico, abbiamo delegato alla soluzione, sembrano gli unici inconsapevoli del disagio sociale diffuso. Sono i responsabili del disastro ma perseverano in un atteggiamento che peggiora il disastro.
Nel febbraio scorso ci siamo recati alle urne convinti di votare per la discontinuità rispetto all’azione politica del governo tecnico liberista e monetarista, preoccupato del salvataggio delle banche, dello spread, dei mercati, quelli finanziari e non quelli reali, che ha assestato un colpo quasi mortale al sistema delle imprese italiane, che ha adottato il “fiscal compact”, che ha voluto il pareggio del bilancio nella Costituzione, che ha pesantemente impoverito il Paese.
Quale è la discontinuità? La discontinuità è la riduzione dell’IMU e l’aumento o meno di un punto dell’IVA. La discontinuità è la riforma elettorale e il cambiamento dell’ordinamento dello Stato. La discontinuità è la rimozione di alcuni effetti ma non delle cause che hanno originato la crisi.
Ognuno ha le proprie opinioni circa la soluzione, tutte legittime. Quando, però, i risultati sono negativi, le opinioni che li hanno generati sono errate. E allora bisogna cambiare.
Il debito pubblico è la causa dei mali italiani? È l’austerità imposta per ridurre il debito pubblico la prima causa. Impoverire il Paese, i cittadini, per ridurre il debito pubblico è stata una follia, augurandoci frutto di un errore di valutazione, in caso contrario sarebbe criminale.
Il debito di qualcuno è un credito per qualcun altro, la povertà di qualcuno è ricchezza per qualcun altro. La politica, come prevede la costituzione, deve creare le condizioni per la ridistribuzione della ricchezza ma ha prodotto risultati diametralmente opposti. La politica ha ed è miseramente fallita.
La discontinuità poteva essere realizzata prendendo atto del fallimento totale della politica dell’ultimo decennio e cambiare. L’attuale governo e maggioranza politica, al contrario, ha inteso come discontinuità, promessa in campagna elettorale, il mantenimento della linea politica precedente fatte salve alcune modifiche insignificanti, l’IMU e l’IVA, utili per ingannare gli elettori.
In queste condizioni i disagi di A.G., come di altri milioni di italiani, non si risolvono anzi saranno tendenzialmente in aumento e l’Italia morirà, se non è già morta, e sarà colonizzata, se non è già colonizzata.
Non ci saranno soluzioni se non ci sarà il cambiamento della politica. Dobbiamo esserne consapevoli perché solo la politica può risolvere i problemi ma, certamente, non questa politica.
La grande truffa dei partiti è carpire il voto con promesse elettorali che vengono sistematicamente e completamente disattese; il malaffare in politica è figlio di questa truffa perché la politica è autoreferenzialità.
Dobbiamo reagire, far sentire la nostra voce e mandarli a casa tutti impedendo loro di venire rieletti. È possibile, bisogna solo essere consapevoli della sovranità popolare. Il popolo non è suddito, sono i partiti ad essere al servizio del popolo. Mi spiace per la signora A.G., per gli altri milioni di italiani, giovani, meno giovani e anziani, per le future generazioni; se non ci sarà reazione popolare, non ci sarà soluzione ai problemi.

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