Quando la legge vale solo per i cittadini ma non per la politica

Questa vicenda della delibera ANAC merita un ulteriore approfondimento. Non serve l’ipocrisia, serve chiarezza per evitare strumentalizzazioni che hanno l’unico fine di sviare l’attenzione dei cittadini dal vero problema. La incapacità della politica ad interpretare e affrontare i problemi della gente e la confusione, ma anche gli errori sono il vero problema.

L’unico responsabile non è il PD, sono i partiti, tutti, e la loro autoreferenzialità. Il PD è, in questa momento, quello che, essendo in Provincia, partito di maggioranza ha le maggiori responsabilità dirette ma gli altri non ne sono esenti.

Un esempio? Il Partito della Rifondazione Comunista, in un suo comunicato odierno, stigmatizza il caso “Cavalier” e invita a dar vita ad un Comitato di Sorveglianza. Si può essere d’accordo, anzi, è opportuno. Ma come facciamo con quei sindaci e amministratori vicini o sostenuti dal PRC che sono stati protagonisti, in negativo, di tutta la vicenda e che rientrano, non marginalmente, tra gli attori di questa brutta vicenda.

Questo è il ridicolo di una politica che gli Italiani non vogliono più. I partiti sono artefici dei pasticci, ovviamente in proporzione al proprio peso specifico, ma la sostanza non cambia, e pretendono di costituire Comitati di Sorveglianza. Perché non hanno sorvegliato prima? “Inciucci” che pagheremo noi? Vero. Ma dove erano quando bisognava contrastare questi “inciucci” che i loro rappresentanti condividevano?

Mi sono fatto nuovi nemici? Probabile e pazienza. Non importa, le amicizie se non finalizzate, in politica, a risolvere i problemi della gente sono “inciucci” e a me non interessano.

Per evitare fraintendimenti, anche per quello che esporrò successivamente, quanto qui contenuto è frutto di opinioni personali e non coinvolge alcuna organizzazione o comitato.

Il Dott. Virginio Brivio, in un suo comunicato, precisa due cose, la prima è di essere convinto che i requisiti per la nomina sussistevano e la seconda che il Dottor Cavalier non è un delinquente.

Cominciano a precisare, per quanto riguarda il Dottor Cavalier, che nessuno, credo, ed io certamente, non considero lo stesso, persona non degna di ricoprire l’incarico di Presidente di LRH. Conosco il collega Cavalier che, professionalmente, ma anche personalmente stimo ed apprezzo. Non condivido alcune sue opinioni come certamente lui non condividerà le mie. Questo non è un problema, fa parte del normale dibattito e confronto democratico. Personalmente non considero nemmeno Cavalier responsabile di questo pasticcio, per me è vittima della distorsione e arroganza della politica nella gestione della cosa pubblica.

Le ragioni sono altre. Quando Brivio afferma di essere stato convinto che i requisiti sussistevano, spiegandone le ragioni, afferma, più semplicemente di non essere sufficientemente preparato e idoneo a ricoprire la carica di Sindaco del capoluogo. Essere convinti di una cosa che, per legge, e in modo chiaro, non è ammissibile provoca situazioni che possono essere foriere di danni consistenti che resteranno a carico dei cittadini, anche se si proverà, con l’intervento di qualche “protettore”, a bypassare il problema.

Quando mi capita di commettere un’infrazione stradale, senza volontà di commetterla ma solo per disattenzione, non campo scuse, pago la relativa sanzione senza cercare raccomandazioni per non pagarla.

Brivio è solo un esempio. Rusconi, Canzi, che peraltro non hanno ruoli istituzionali ma sono tra i principali artefici di questo pasticcio, con le loro dichiarazioni confermano la confusione di chi non sa esattamente di che cosa sta parlando.

Rusconi afferma che il provvedimento riguarda solo il secondo mandato. Incredibile ma è la logica della politica. Il provvedimento dell’ANAC dichiara la inconferibilità perché non sono trascorsi due anni dal precedente incarico in Idrolario ma non esclude che sussista la inconferibilità per il primo mandato che, per un certo periodo, è stato addirittura contestuale. Rusconi non si rende conto che l’ANAC con il provvedimento ha sancito un principio che vale per tutte le situazioni che non rispettano o non hanno rispettato i due anni di “raffreddamento”.

Per fortuna Rusconi ci tranquillizza, gli atti approvati dalle assemblee sono validi perché votati dall’85% degli azionisti. Ma è così sicuro? Io ho qualche dubbio, non certezze. Se un’assemblea è stata convocata e presieduta da chi non era amministratore, è valida e legittimata a deliberare? Se gli atti sono stati firmati da un amministratore che tale non era, sono validi o sono nulli? Che fine farà la convenzione di affidamento del servizio o l’atto di fusione con Idroservice o le nomine nelle società controllate o l’approvazione dei bilanci delle stesse o tutti gli altri contratti che hanno fatto sorgere un’obbligazione per LRH? Se Rusconi non è competente sia almeno prudente quando fa alcune affermazioni.

Canzi, al contrario, sta ancora interpretando la normativa. In sostanza sta ancora valutando se un anno è uguale o superiore a due anni. Bontà sua.

Nel frattempo Cavalier resta in carica. Ma se non è mai stato nominato, secondo l’ANAC, come fa a restare in carica? Misteri della politica!

Ma l’arroganza consente questo e altro. Sperando che sia solo arroganza.

Tutti i cittadini sono chiamati a rispettare le regole, le leggi. Perché dovrebbero esserne esonerati i politici per i quali, specialmente quando ricoprono ruoli istituzionali, i vincoli dovrebbero essere ancora più rigidi?

Remo Valsecchi – cittadino

gli articoli di Merateonline:

22.12.2016 – Ora anche l’Autorità anticorruzione assesta un colpo alla credibilità della strategia per l’idrico perseguita dal PD e dalle sue truppe

22.12.2016 – Canzi: aperta un’interlocuzione con Anac. L’incarico in Idrolario era cessato da un anno

22.12.2016 – ANAC vs LARIO RETI HOLDING sulla presidenza di Cavallier. Brivio: “dobbiamo valutare, per noi c’erano i requisiti

24.12.2016 – Lrh: l’affidamento ventennale rimane confermato, le contestazioni dell’Anac solo sulle deleghe gestionali al presidente Lelio Cavallier

23.12.2016 – PDRC – In merito all’illegittimità della nomina di Cavallier

Il disagio sociale aumento ma nessuno si preoccupa. Servono fatti non parole.

La lettera della Signora A.G. [da merateonline]

Italia, paese civile e moderno, ottava potenza economica mondiale. Eppure, situazioni come quelle descritte nella lettera di A.G. sono molto diffuse. Nel nostro Paese, la condizione di troppe persone sta raggiungendo livelli sempre più drammatici e, probabilmente, irrisolvibili. Coloro che, in modo democratico, abbiamo delegato alla soluzione, sembrano gli unici inconsapevoli del disagio sociale diffuso. Sono i responsabili del disastro ma perseverano in un atteggiamento che peggiora il disastro.
Nel febbraio scorso ci siamo recati alle urne convinti di votare per la discontinuità rispetto all’azione politica del governo tecnico liberista e monetarista, preoccupato del salvataggio delle banche, dello spread, dei mercati, quelli finanziari e non quelli reali, che ha assestato un colpo quasi mortale al sistema delle imprese italiane, che ha adottato il “fiscal compact”, che ha voluto il pareggio del bilancio nella Costituzione, che ha pesantemente impoverito il Paese.
Quale è la discontinuità? La discontinuità è la riduzione dell’IMU e l’aumento o meno di un punto dell’IVA. La discontinuità è la riforma elettorale e il cambiamento dell’ordinamento dello Stato. La discontinuità è la rimozione di alcuni effetti ma non delle cause che hanno originato la crisi.
Ognuno ha le proprie opinioni circa la soluzione, tutte legittime. Quando, però, i risultati sono negativi, le opinioni che li hanno generati sono errate. E allora bisogna cambiare.
Il debito pubblico è la causa dei mali italiani? È l’austerità imposta per ridurre il debito pubblico la prima causa. Impoverire il Paese, i cittadini, per ridurre il debito pubblico è stata una follia, augurandoci frutto di un errore di valutazione, in caso contrario sarebbe criminale.
Il debito di qualcuno è un credito per qualcun altro, la povertà di qualcuno è ricchezza per qualcun altro. La politica, come prevede la costituzione, deve creare le condizioni per la ridistribuzione della ricchezza ma ha prodotto risultati diametralmente opposti. La politica ha ed è miseramente fallita.
La discontinuità poteva essere realizzata prendendo atto del fallimento totale della politica dell’ultimo decennio e cambiare. L’attuale governo e maggioranza politica, al contrario, ha inteso come discontinuità, promessa in campagna elettorale, il mantenimento della linea politica precedente fatte salve alcune modifiche insignificanti, l’IMU e l’IVA, utili per ingannare gli elettori.
In queste condizioni i disagi di A.G., come di altri milioni di italiani, non si risolvono anzi saranno tendenzialmente in aumento e l’Italia morirà, se non è già morta, e sarà colonizzata, se non è già colonizzata.
Non ci saranno soluzioni se non ci sarà il cambiamento della politica. Dobbiamo esserne consapevoli perché solo la politica può risolvere i problemi ma, certamente, non questa politica.
La grande truffa dei partiti è carpire il voto con promesse elettorali che vengono sistematicamente e completamente disattese; il malaffare in politica è figlio di questa truffa perché la politica è autoreferenzialità.
Dobbiamo reagire, far sentire la nostra voce e mandarli a casa tutti impedendo loro di venire rieletti. È possibile, bisogna solo essere consapevoli della sovranità popolare. Il popolo non è suddito, sono i partiti ad essere al servizio del popolo. Mi spiace per la signora A.G., per gli altri milioni di italiani, giovani, meno giovani e anziani, per le future generazioni; se non ci sarà reazione popolare, non ci sarà soluzione ai problemi.

Un utopia. La convivenza

Il consenso non realizza la coesione sociale, ma solo una subordinazione. Il consenso, quando è accettazione acritica di idee, proposte e opinioni che non si sono trasformate  in fatti concreti, verificabili al di là delle proprie opinioni, è l’espressione della “minorità” dell’uomo definita da Immanuel Kant  “Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a sé stesso è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro.
Il consenso è all’origine di organizzazioni verticistiche che escludono il dibattito e il confronto di idee e opinioni. I partiti sono un’espressione del consenso e realizzano aggregazione che sembra coesione ma è esattamente il contrario. Non ho mai assistito a manifestazioni di partito che non siano la celebrazione di qualcuno e che non subordinino coloro che dovrebbero essere l’oggetto e i destinatari delle azioni politiche. Le consultazioni elettorali sono la massima espressione della vacuità del consenso. Si formulano programmi, proposte, che ipotizzano un nuovo modello di società o un miglioramento di quella esistente, in funzione dei bisogni e della posizioni socio-economica degli elettori che si vuole rappresentare.
Il voto, a questo punto, diventa un consenso. È l’errore più grosso dell’attuale classe politica. Non è consenso, è un mandato a rappresentare e a realizzare le promesse e gli impegni programmatici. Considerare consenso un mandato, porta alle conseguenze che,  in questi giorni, hanno raggiunto livelli drammatici. Non credo che uno solo degli elettori del centro-sinistra dell’ultima tornata elettorale abbia mai dato il proprio consenso alla formazione di un governo di “larghe intese” caratterizzato da politiche liberistiche e monetariste. Non credo che uno solo degli elettori del centro-sinistra abbia mai dato il proprio consenso alla formazione di un governo di “larghe intese” con il PdL di Berlusconi e con “Scelta Civica” di Mario Monti che ha “affamato” i cittadini italiani.
Anche le religioni sopravvivono per il consenso che in questo caso si chiama fede. Un aforisma di Giordano Bruno: “Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.”
Un concetto che vale per le religioni ma anche per la politica.
La consapevolezza della propria individualità e la tolleranza sono le vere ragioni della coesione sociale.
Solo quando l’uomo si renderà conto che la propria intelligenza non ha limiti (consapevolezza) se non quelli di rispettare le opinioni degli altri (tolleranza) avremo realizzato un mondo nuovo dove ognuno troverà la propria collocazione senza essere in continua competizione. Solo allora si concretizzeranno i fondamentali per la convivenza e la coesione sociale sarà un fatto naturale.
La consapevolezza è un diritto e la tolleranza un dovere. Coniugare il diritto e il dovere dovrebbe essere la missione della politica per una società dove tutti abbiano diritto di cittadinanza. Probabilmente avremmo anche un mondo non governato dagli egoismi e dalle prepotenze e scompariranno anche i conflitti che all’origine hanno sempre l’intolleranza per le opinioni diverse.
Rispetto delle opinioni non significa condivisione ma occasione per il dialogo e il confronto. L’esatto contrario degli atteggiamenti puerili e meschini dei politici nelle occasioni di confronti pubblici. È la logica del consenso per posizioni precostituite.
Questa, per me, è la vera utopia perché sarà impossibile svegliare l’umanità dal letargo in cui le falsità delle religioni e della politica l’hanno gettata con la logica del consenso. Voglio provarci.
Nessun consenso e nessun dissenso, hanno la stessa origine, ma dialogo e confronto nel totale rispetto delle opinioni.

riflessione al blog di “circolo PD calco”