Siamo tutti economisti?

Siamo tutti economisti. Non è una scoperta, è una constatazione. Il nostro è un Paese di tuttologi.
Ma la tecnica non è interpretabile secondo logica perché la tecnica non è logica, è tecnica e si basa su regole, tecniche e scientifiche, e formule non modificabili secondo logica.
Certo, porsi come economisti esperti, senza esserlo, da tono, è una forma di narcisismo, che, magari attira persone, da origini a dibattiti e confronti che, per la maggior parte fanno sorridere.
Per essere economisti in questo modo si raccattano notizie e informazioni da ogni parte e, senza rendersene conto, non avendo le basi delle tesi e teorie economiche, si finisce, inevitabilmente, preda delle “fake news”, dei “complottisti”, delle ideologie e della propaganda politica.
L’economia è un insieme di “scuole di pensiero” che si esprimono in modi diversi e che rischiano di trasformare i confronti in scontri ideologici che, la storia insegna, non portano da nessuna parte.
Con questo non intendo criticare o imbavagliare la libertà di pensiero e di opinione, vorrei solo rafforzarla affinché sia veramente tale ed evitare di diventare, come detto, preda di altri che hanno interessi da difendere.
Credo che voler utilizzare strumenti che non ci appartengono, sia solo un condizionamento delle nostre opinioni con la conseguenza di affidare la nostra ragione ed intelletto ad altri che li usano unicamente per il proprio fine ed interesse.
Proviamo a riappropriarci della Politica, non nel significato originario della parola e nemmeno come semplice strumento di governo del sistema, ma come strumento di progetto e disegno di una società civile, equa e solidale. In questo tutti dobbiamo liberamente esprimerci, perché questo progetto compete a tutti noi e non possiamo delegarlo. Se riuscissimo a liberarci dalle condizionanti appartenenze sarebbe ancora meglio. Le appartenenze quasi sempre, o sempre, sono ideologiche che, anche letteralmente, sono la “gabbia” dei valori, degli ideali e delle idee che ci appartengono individualmente. Rispetto al significato letterale ho solo sostituito “schema” con “gabbia” che in fondo sono la stessa cosa.
Provo a fare alcune esemplificazioni, non per competenza, ma per logica e senso politico.
Il MES, le condizionalità e il rischio di prelievo forzoso dei depositi privati. Il MES è semplicemente un contratto tra Stati dell’Unione Economica Europea al quale non hanno aderito tutti gli Stati dell’Unione Europea Politica; le condizionalità, non so perché le chiamano così, forse sempre per confondere, sono le normali condizioni di un contratto tra soggetti che hanno interessi, visioni e finalità economiche diverse. Non è un complotto per rubarci i nostri averi. Certo ci vuole capacità e competenza che normalmente un avvocato, e non un parolaio, mi riferisco a Salvini e Meloni, possiedono.
Credo anche che nessuno di noi, se non dotato di specifica competenza, possano giudicare o commentare le condizioni di un contratto. Normalmente ci si affida ad un consulente, nelle questioni private e per non correre rischi. Perché dovremmo usare il “fai da te” per le questioni pubbliche, che poi ci riguardano? Abbiamo la fortuna di un premier avvocato, quindi con anche la competenza. Io mi fido e mi affido anche, se, magari, non condivido la linea politica.
E il prelievo forzoso? Si chiama garanzia del pagamento di un debito. In Italia esiste già dal 2016 e si chiama “ball in”. Provate a chiedere al direttore della vostra banca. Il “ball in”, peraltro, scatta sopra le € 100mila di deposito ma, chissà perché, nessuno lo dice.
Gli eurobond o i corona bond sono normali strumenti di debito che gli Stati emettono per finanziarsi, sono l’equivalente dei nostri titoli di Stato, solo che devono essere emessi dalla BCE, cioè dalla Banca centrale dell’Unione Economica Europea.
L’emissione di moneta non è possibile perché il Trattato che ha originato l’Unione Economica Europea ha stabilito che la moneta unica, l’euro, può essere emessa solo dalla BCE. Per emettere moneta come Italia dovremmo inventarci una nuova moneta o ripristinare la Lira. Riusciamo a comprendere cosa significherebbe la circolazione di due monete diverse sul nostro territorio? Rabbrividisco.
Tutti gli strumenti tecnici sono “buoni o cattivi” dipende solo, senza ricorrere al complottismo, dalle finalità e funzioni che devono avere. La politica deve dare indirizzi, è la sua competenza, ed i tecnici, non la politica, devono realizzarla secondo gli indirizzi ricevuti. Ovviamente tecnici fedeli e capaci.
Nel caso specifico, quelli indicati, di cui si discute, a mio giudizio inutilmente, sono semplicemente irrealizzabili perché l’Unione Economica Europea ha, nelle sue regole costituenti, il principio dell’equilibrio economico con un’unica ragione, quella di evitare che il debito di uno Stato possa trasferirsi, anche solo in parte ad un altro Stato, cioè un Unione Europea Economica che ha escluso la possibilità di una solidarietà tra Stati. Tutti gli strumenti indicati, nel caso dell’insolvenza di uno Stato, finirebbero con il coinvolgere gli altri Stati, se incondizionati.
Le difficoltà non sono tecniche ma politiche.
Le mie non sono valutazioni tecniche, sono solo valutazioni logiche e politiche che portano ad una conclusione. L’unione economica di più Stati, tra loro autonomi, con strutture economiche, sociali e generali diverse, non può funzionare. L’unica condizione per funzionare è la nascita di una Unione Politica, Stato confederato o meno. Certamente un Unione Europea Politica, prima dell’Unione Europea Economica, non avrebbe provocato i danni che viviamo e, oggi, consentirebbe di affrontare la drammatica emergenza del coronavirus, in modo, non dico più sereno perché mi sembra improprio in questo momento, ma certamente in modo più efficace.
Purtroppo, l’Unione Europea Politica non è realizzabile perché subentra il “sovranismo”, io preferisco chiamarlo “egoismo di Stato” che non è la caratteristica di qualche Stato, ma di tutti gli Stati.
In Italia è stato teorizzato come forma di governo, teoria subito acquisita da altri Stati come, ad esempio, l’Olanda, ma non solo. In Italia è stato anche applicato ante litteram perché la posizione della Lega, di Fratelli d’Italia e delle destre in genere, nei confronti, ad esempio, dell’immigrazione, è semplicemente l’attuazione di principi sovranisti.
L’affermazione, ricorrente, di Salvini che il MES è lo strumento creato dalla Germania per schiavizzarci è una grossa bufala, per confondere e per spaventare lasciando intendere che ci sia un accordo con i nostri rappresentanti perché questo accada. È solo propaganda politica che, personalmente, mi fa provare disgusto.
Perché non l’ha bloccata quando poteva? Ha votato contro pur essendo in maggioranza? Mi sembra poco. Ha sfiduciato una maggioranza per un “mojito”, poteva farlo anche per una questione più importante e, secondo lui, contraria agli interessi del Paese e degli Italiani. Praticamente, secondo lui, e i suoi compagni di strada, si tratta di una cospirazione che però ha consentito avvenisse.
Come fanno Salvini e i leghisti a criticare Olanda, Germania e Austria per la mancanza di solidarietà nei confronti del nostro Paese, o di altri. Olanda, Germania e Austria, stanno solo applicando quello che, loro, hanno teorizzato. L’Italia sta solo raccogliendo quello che la Lega ha seminato, peraltro con molta ambiguità. La coerenza avrebbe richiesto posizioni precise, come quella di richiedere l’uscita dell’Italia dall’U.E., che non condivido, o come quella di Macron che, a suo tempo, ha lanciato la proposta di una sovranità Europea per arrivare agli Stati Uniti d’Europa.
Credo che l’attuale nostro Governo abbia cercato di recuperare i disastri provocati dalla Lega per oltre un anno al Governo del nostro Paese.
Le mie non sono espressioni di parte non avendo, oggi, alcun partito o movimento di riferimento, anche la sinistra politica e partitica con la quale ho collaborato non era appartenenza ma solo comunanza, credevo, di valori. Resomi conto, purtroppo anche per le posizioni emerse in questa triste emergenza, di una posizione ideologica, della incapacità a superarla e di abbandonare vecchi schemi, deluso da atteggiamenti e polemiche, ritengo con il solo fine della sopravvivenza attraverso modalità che ritengo errate e molto vicine alle “fake news” o al “complottismo” o all’”antagonismo politico”, lontane dalla mia cultura, o alla prevaricazione delle libere opinioni, ho preferito allontanarmi.
Per questi motivi ho anche abbandonato il Forum dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, senza, per questo, rinunciare alle battaglie per una società civile, equa e solidale, lontanissimo da opportunismi e interessi di qualsiasi tipo e natura.
In fondo sono tornato ad essere quello che sono sempre stato, un repubblicano, un mazziniano ed un illuminista senza vincoli ideologici.
Ho una grande speranza, rafforzata in questi giorni dagli atteggiamenti degli abitanti delle regioni del nostro meridione, perché si possa realizzare, anche nel nostro Paese, quell’unità, sempre enunciata ma rimasta solo un’enunciazione, perché il nostro Paese sia più forte, magari anche in una Unione Europea Politica, per i valori e le culture che rappresenta e non per stupido sovranismo.
I “meridionali” stanno dando una lezione a noi del Nord. In questo momento, è evidente, i maggiori sforzi e i maggiori impegni economici dello Stato saranno, inevitabilmente, a favore delle regioni del Nord. Non ho sentito una parola, dal Sud, di critica o opposizione a questa eventualità. In situazione inversa, quasi certamente, è già successo, avremmo sentito affermazioni come “imparino a rimboccarsi le maniche come facciamo noi”, atteggiamenti che, qualche volta mi hanno fatto vergognare di essere lombardo.
Un invito agli amici italiani del Sud e delle Isole, diffidate della Lega, quello che vi dice non è vero, rischiate di farvi male, noi Lombardi ci siamo già passati e, forse, molti dei guai che abbiamo subito nelle scorse settimane è conseguenza anche di questi ultimi decenni di governo leghista e di destra della Lombardia.
Liberiamoci dalle appartenenze, cerchiamo di essere noi stessi, lasciamo la tecnica ai tecnici, riappropriamoci della politica. Tocca a noi, che individualmente formiamo una collettività, cambiare la politica di questo Paese e fare la resa dei conti con chi, tutti senza distinzione alcuna, da sinistra a desta, si è reso responsabile degli oltre 25.000 decessi, per le scelte politiche del passato e per la superficialità nell’affrontare la pandemia.
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Eugenio Donati
Eugenio Donati
25 Aprile 2020 11:45

Oggi è di moda il siamotuttivirologi. Oggi inizia ad essere nuovamente di moda il siamotuttieconomisti. E invece di iniziare a studiare un po’ per essere meno ignoranti e di scegliere qualche referente fidato esperto davvero, si ascolta il primo che passa (purchè ti dia ragione)… Io affermo da tempo che l’ ignoranza degli italiani sui temi economici (e, ancor peggio, finanziari) è a livelli di ignoranza delle lettere del suo alfabeto.

Angelo Gandolfi
Angelo Gandolfi
27 Aprile 2020 15:35

Io e Remo siamo in campi di appartenenza partitica diversi (nel senso che lui non ne ha), ma condividiamo molte idee e proposte per fare politica nel senso che si legge nel suo intervento. Siamo a un passaggio storico epocale e il Coronavirus può simbolicamente rappresentare le caravelle incendiate e noi tutti non poter ritornare ai porti di partenza. Possiamo solo inoltrarci verso un mondo che sta al di là della foresta. Ci sono due possibilità: ricostruire paro paro il mondo che abbiamo lasciato, con tutte le sue ingiustizie, devastazioni, disumanità, oppure tentare di progettare una dimensione nuova della coesistenza… Leggi il resto »