Silea: alcune domande al presidente Mauro Colombo, per capire meglio

Caro Mauro Colombo,
ho letto con molta attenzione il tuo comunicato stampa dei giorni scorsi ed un brivido mi ha colto. Posso farti alcune domande? Non voglio ricadere nel “Ipse dixit” e, quindi, evito di esprimere le mie opinioni, non vorrei essere tacciato, ancora, di populismo e demagogia. In questo Paese, ormai, è vietato esprimere opinioni divergenti.
Non voglio (dis)turbare, meglio porre delle domande sperando che qualcuno risponda. In caso contrario, dovrò ritenere che i cittadini non meritano nemmeno una risposta.
Tu certamente saprai che la raccolta e smaltimento dei rifiuti è uno dei servizi a rilevanza economica che può essere affidato in house providing in presenza di determinati e precisi requisiti. Il teleriscaldamento, al contrario, non è, per definizione, un servizio pubblico ma un’attività commerciale che potrebbe pregiudicare lo stesso affidamento in house derogando al principio della prevalenza e realizzando la “vocazione commerciale” con il solito rischio della “gara”. Mi sto sbagliando?
Il referendum del 2011 ha stabilito che non devono essere privatizzati tutti i servizi pubblici, anche quello della raccolta e smaltimento rifiuti che per l’impatto sull’ambiente non può essere funzionale al profitto. È vero?
Esiste già una probabile carenza nella gestione della raccolta dei rifiuti, affidata in house pur non disponendo della necessaria autonoma organizzazione come dovrebbe essere, stante le varie sentenze del Consiglio di Stato. Anche il Consiglio di Stato esprime pareri autorevoli ma non vincolanti?
Mi sovviene quell’esponente politico locale che ha affermato che gli atti illegali diventano tali solo se qualcuno li denuncia. È questa la logica che accompagna certe scelte? Spero non sia così.
Se si crede che la gestione dei servizi pubblici debba essere fatta in una logica privatistica con l’obiettivo di “profitto” e dove il servizio pubblico non è lo scopo ma lo strumento per fare profitto, basta dirlo, è un’opinione che ha pieno diritto di cittadinanza. Non farò, o meglio non faremo, buon viso a cattiva sorte ma proveremo in tutti i modi, democratici e civili, per mantenere i servizi pubblici nell’ambito pubblico magari rimuovendo quella definizione che li colloca nelle attività a rilevanza economica. Per me, ma non solo per me, sono attività a rilevanza sociale. Anche le nostre opinioni hanno diritto di cittadinanza. Non significa creare situazioni di spreco, anzi, significa solo evitare profitti che sono uno spreco perché a vantaggio di qualcuno, pochi, e a danno di tanti, i cittadini. È la banale regola dell’economia; se qualcuno guadagna, qualcun altro perde. Peccato che perdano sempre i cittadini.
Nessuna polemica ma solo richiesta di chiarimenti. Forse più di te, semplice nominato soggetto al controllo analogo, quindi senza poteri se non quelli della pura gestione, altri dovrebbero chiarire le strategie, spiegando e illustrando anche come si concilia l’economicità, l’efficacia e l’efficienza del servizio. Forse non è la qualità del servizio, che non produce profitti sufficienti, il vero obiettivo? Forse è la ragione per cui non si sviluppa la raccolta differenziata?
Mi fa piacere che ti sia ravveduto riconoscendo la competenza dei Consigli Comunali che, solo qualche mese fa, avevi negato attribuendoti ogni potere perché previsto dallo statuto. Capita a tutti sbagliare, anch’io, nel passato ho ritenuto, sbagliando, che le società fossero la struttura più idonee per la gestione dei servizi pubblici, l’importante è riconoscerlo e cambiare atteggiamento.
A proposito delle inesattezze, è facile cadere in errore se le informazioni fornite non sono precise. Si afferma che il teleriscaldamento, erogando il servizio a 35.000 abitanti equivalenti, porterà ad un risparmio di 7milioni di metri cubi di gas. Non è possibile. Se la media di consumo pro-capite lecchese è 711,4 mc, le ipotesi sono due; o il risparmio di gas è di 25milioni di mc o il numero di abitanti equivalenti è di 9.840.
Le inesattezze sono sempre possibili ma sono più gravi se provengono da chi sta gestendo l’operazione investendo alcune decine di milioni di euro dei cittadini. Perché non rendete pubblica tutta la documentazione visto che la proprietà è dei cittadini che sono anche i beneficiari del servizio?

le dichiarazioni di Mauro Colombo

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