Non cambierà, non cambierà. No cambierà, forse cambierà

Trent’anni fa, Franco Battiato, scrisse una canzone, “Povera Patria”, che ieri sera, per puro caso, ho riascoltato. Spesso, essendo la voce una parte della musicalità, non prestiamo attenzione al testo che, in qualche caso, è di particolare significatività. “Povera Patria” era la fotografia della situazione e condizione politica del nostro Paese che, oggi, è, forse, ancor più attuale e nitida.
Battiato cantava “Non cambierà, non cambierà. No cambierà, forse cambierà” e concludeva con “Sì che cambierà, vedrai che cambierà. Si può sperare…” Purtroppo, dopo trent’anni, constatiamo che il cambiamento è avvenuto in peggio.
La colpa, però, non è solo della politica. Battiato cantava: “Povera patria Schiacciata dagli abusi del potere Di gente infame, che non sa cos’è il pudore. Si credono potenti e gli va bene quello che fanno E tutto gli appartiene. Tra i governanti Quanti perfetti e inutili buffoni…“, nulla è cambiato se non in peggio. Noi lo abbiamo consentito grazie alle nostre radicalizzazioni, alle intolleranze nei confronti di opinioni diverse dalle nostre, alle nostre appartenenze ideologiche o fideistiche che annullano la capacità razionale di ogni singolo individuo.
Qualche giorno fa ho difeso, su un gruppo social (FB), un espressione emozionale frutto di un’opinione diversa, e da me non condivisa, sulla questione della diversità di genere, che il Ddl Zan, e la strumentalizzazione politica, ha reso attuale. Ho subito critiche, sia sul social che personalmente, per aver difeso una manifestazione omofoba. L’omofobia è l’ingiuria e l’istigazione alla violenza non l’espressione, legittima, di un’opinione diversa.
Ho criticato in modo deciso, definendola ingiuriosa e offensiva, una disgustosa rappresentazione di Cristo, in versione Lgbt, durante una manifestazione del Pride 2021. Sono stato attaccato perchè i “baciapile superstiziosi e fanatici della religione, non se ne vanno a fare i chierici questuanti all’oratorio, invece che su facebook, dove ci sono persone (come me) che si sentono altrettanto contrariati dalla loro non richiesta propaganda religiosa“, pur essendo, io, un ateo dichiarato che, per coerenza, si è anche sbattezzato.
Le critiche, come gli insulti, non mi infastidiscono, mi lasciano completamente indifferente, al massimo mi provocano un sentimento di commiserazione. Le citazioni sono utili solo ad evidenziare atteggiamenti di rinuncia alla propria individualità, che Immanuel Kant definiva “minorità”, e intolleranza che hanno l’unico effetto di rafforzare quella politica, descritta da Battiato, che per soddisfare le proprie necessità di consenso, fine a se stesso, non si pone la soluzione dei problemi ma l’accentuazione della intolleranza.
Pur con modalità diverse, anche le questioni politiche di carattere locale, che coinvolgono cittadini, comitati e movimenti, non sono mai affrontate attraverso un dialogo costruttivo che legittimi opinioni diverse. La questione “teleriscaldamento”, diffusa nel nostro Paese, ne è un esempio.
No si può sempre considerare un cretino o peggio chi ha un’opinione diversa dalla nostra. Nessuno è depositario della verità che, a mio giudizio, non esiste nemmeno ed, infatti, è un termine che ho cancellato dal mio vocabolario. Senza un confronto costruttivo ma con la sola contrapposizione, vince sempre il più forte, cioè chi governa e la definizione di Battiato diventa sempre più reale ed attuale.
Se la politica non rispetta le regole democratiche, ci sono gli strumenti democratici per costringere a rispettarle, il primo è il voto, altri sono quelli, anche giudiziari, che la Costituzione mette a disposizione, dobbiamo imparare ad utilizzarli.
Anche i Partiti sono uno strumento, purché non siano autoreferenziali alla propria classe dirigente e, in tal caso, ne è snaturata la stessa definizione dell’art. 49 della Costituzione, con il quale si afferma che i partiti sono lo strumento per la determinazione della politica nazionale e la lontananza dei cittadini li può far diventare delle lobbies. I Partiti devono essere un’opportunità e non un opportunismo.
Anche i social possono essere un’opportunità ma non devono essere lo strumento per il libero sfogo, con insulti, volgarità e scurrilità, nei confronti di chi ha semplicemente un’opinione diversa dalla propria.
Ho segnalato una questione che, a mio personale giudizio, viola il principio della democrazia impedendo l’esercizio del diritto/dovere della partecipazione alla gestione della res pubblica. C’è una legge in Italia, chiamata comunemente F.O.I.A., che si propone di promuovere e favorire la partecipazione, anche con finalità di controllo, a chiunque e senza obbligo di motivazione, alla gestione della Pubblica Amministrazione attraverso lo strumento dell’accesso civico ai dati e documenti della stessa.
La stessa norma prevede la possibilità del ricorso al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), in caso di inadempienza dell’Ente, a cui sono richiesti dati e documenti. Il ricorso, però, ha un costo e diventa la consacrazione dell’impedimento all’accesso e la legittimazione al non adempimento da parte dell’Ente. E’ una paradossale contraddizione perchè non si tratta di tutelare interessi personali ma di esercitare  un diritto/dovere che, nel rispetto dei principi democratici, compete ai cittadini.
Intendevo promuovere una petizione, che ho già predisposto, per la modifica della norma vigente, con l’esclusione dei costi per il ricorso contro l’inadempimento degli Enti alla richiesta di dati o documenti, ma il testo di Povera Patria del maestro Franco Battiato mi ha fatto riflettere ed ho deciso di abbandonare l’ipotesi. Non amo Don Chisciotte e non vorrei esserne assimilato.
Se la questione non interessa, visti gli scarsi riscontri alla mia segnalazione, qualche amico, pur avendola trasmessa attraverso i social e gruppi email, se le iniziative, dei cittadini, dei movimenti e dei comitati devono essere autorefenziali, esattamente come quelle dei partiti, non sono interessato.
Mi spiace per Franco Battiato che ha denunciato una situazione reale auspicando un cambiamento che non potrà avvenire perchè la maggioranza dei cittadini non vuole il cambiamento.
Le passeggiate in montagna saranno sicuramente più salutari e corroboranti e più utili.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *