un cambiamento nella continuità

Se si afferma che il “voto di fiducia” è “un colpo mortale alla democrazia, una violazione delle regole democratiche. (Luigi Di Maio 10.10.2017)” e, poi, una volta al governo si adotta il “voto di fiducia” come sistema, quale può essere la considerazione? La risposta spontanea è l’ipocrisia. Ma non è così, all’ipocrisia in politica ci siamo abituati. Speravamo in un cambiamento, sarà per la prossima volta.
Non è una novità che il Parlamento sia il paravento di una finta democrazia. Ci siamo schierati, anche il M5S, contro una riforma della Costituzione che voleva limitare la rappresentanza popolare.

Abbiamo sbagliato tutto. Un Parlamento, due Camere, un migliaio di parlamentari e una struttura particolarmente onerosa per una “finzione di Democrazia” sono opportuni? Per una finzione no, per una reale salvaguardia della Democrazia, si.

Per fortuna negli ultimi anni è nato un movimento che ci ha promesso il cambiamento, che ci ha garantito la “Difesa dei valori della Costituzione dagli assalti antidemocratici che mirano a stravolgerla….“, che nel suo programma elettorale ha sottolineato che “La Costituzione della Repubblica, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, ha garantito in questi ultimi 70 anni libertà e democrazia in una misura sconosciuta nella precedente storia italiana. Pensiamo che la Costituzione del 1948 non abbia bisogno di riforme estese e generali.
Il cambiamento, però, è una continuità detta in altro modo, la difesa della Costituzione è solo un’affermazione. Se non la si rispetta non la si difende.
Lo statuto dei gruppi parlamentari del M5S, laddove pone vari obblighi, tra i quali quello di “votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del
consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle”, prevedendo, in caso di inottemperanza, l’espulsione o il pagamento di una penale di € 100.000.
Un’evidente violazione dell’art. 67 della Costituzione senza nemmeno preoccuparsi di tentare di modificarlo. L’art. 67 citato esclude i singoli parlamentari dal vincolo di mandato, ovviamente nei confronti delle segreterie, può anche non piacere, sappiamo che il M5S non è favorevole, ma finchè la Costituzione non viene modificata, l’esclusione dal vincolo di mandato è un vincolo.
Mai ignorare la storia. I Padri Costituzionali hanno inserito, in Costituzione, il non vincolo di mandato memori di che cosa era successo nel ventennio precedente. L’assenza di vincolo di mandato è una garanzia per la Democrazia. Il vincolo di mandato dovrebbe esistere solo nei confronti degli elettori.
È mai possibile che, cambiano le maggioranze, cambiano i governi, cambiano i partiti, ma la regola resti sempre la stessa? Le leggi si applicano solo ai cttadini, la “casta” ne è sempre esclusa. “Casta” era, “casta” è rimasta.