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quando io muoio, non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò a vivere in te
[Ernesto "Che" Guevara]
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Jean Meslier
Mazerny (Francia - Champagne-Ardenne) 15 giugno 1664
Étrépigny (Francia - Champagne-Ardenne) 30 giugno 1729
Le Curé Meslier: un penseur de premier plan, précurseur du siècle des Lumières qui, en 1729, développe pour la première fois dans l’histoire des Idées une théorie à la fois athée, matérialiste, communiste et révolutionnaire

Propugnatore di un ateismo senza concessioni e di una utopia anarco-comunista ante litteram, Jean
Meslier non lascia molto spazio a dubbi: il suo Testamento, quello vero, poiché Voltaire, nel 1735 lo pubblicò adattandolo alle sue esigenze deiste, è l'opera di chi ha visto per quarant'anni i soprusi di un clero e di una nobiltà sempre più esigenti nei confronti dei contadini francesi. La tesi sostenuta dal curato è molto semplice: se la nobiltà è il risultato della brutalità e della tirannia, la religione, insieme di assurdità, non potrà che essere generata dalla paura di cui si serve la nobiltà per imporre il proprio potere. Conseguenza naturale, la religione e la tirannia si appoggiano reciprocamente. Come avviene questo? Il Cristianesimo, con la sua insistenza sulla sofferenza, la povertà e il dolore e la sua condanna del piacere ha anestetizzato gli uomini, legittimando i soprusi del Re (ricordiamo che al tempo regnava il Re Sole) e della nobiltà, ragionamento ripreso poi direttamente da Nietzsche. Tutti gli uomini sono uguali, e la terra che lavorano appartiene a loro. Preti e nobili sono solo parassiti fannulloni e ipocriti. Quella del nostro autore è anche un'esplicita professione materialista: tutti i cambiamenti dell'uomo non sono che "fermentazioni", ed è ridicolo attribuire tutto a un Dio, se già la Natura è eterna e perfettamente regolata, tesi, questa, cara a de Sade. Che il popolo si sollevi, allora, perché la terra produce abbastanza per tutti. Il testamento si chiude con l'estrema affermazione materialista: "presto non sarò più niente; i morti non hanno nulla di cui preoccuparsi. Presto non sarò più niente".
La vita di Meslier fu priva di eventi particolari, ma egli divenne improvvisamente noto dopo la morte, avvenuta nel 1729, per l'apertura del suo testamento intellettuale in cui (leggendo dal lungo titolo dello stesso): «si dimostrano in modo chiaro ed evidente le vanità e le falsità di tutte le divinità e di tutte le religioni del mondo». Inoltre, nel suo testamento spirituale, il sacerdote chiedeva scusa ai propri fedeli per quanto di falso aveva predicato in tutta la vita, per aver mentito nell'esercizio di una professione di prete non consona alle sue convinzioni filosofiche.
Oltre che la Chiesa, la religione, Dio e la figura di Gesù, nel mirino del Testamento ci sono la monarchia, l'aristocrazia, l'Ancien Régime, l'ingiustizia sociale e la morale cristiana del dolore: in esso si professa una sorta di comunismo anarchico ante litteram ed una filosofia materialista. Il libro, a cui Meslier lavorò per gran parte della sua esistenza, uscì postumo nel 1729.

biografia

Considerato da molti studiosi e simpatizzanti successivi il precursore e ideatore della Rivoluzione Francese, Jean Meslier nasce a Etrépigny, nella regione di Champagne a pochi chilometri dalle Ardenne, nel 1664 da una famiglia agiata di mercanti di stoffe.Nel 1689, a 25 anni viene messo in seminario. Jean non si oppone alla volontà dei genitori, ha una buona conoscenza teologica, avendo fatto gli studi in istituti parrocchiali, e la vita ecclesiastica gli permetterà di leggere tranquillamente. Divenuto parroco del paese, studia Epicuro, Lucrezio, Montaigne, Cartesio, ma soprattutto il moralista Fénelon, dalla cui Dimostrazione dell'esistenza di Dio fatta tramite le meraviglie della Natura ; trarrà i principali argomenti nella sua virulenta critica...

il pensiero

«Je voudrais, et ce sera le dernier et le plus ardent de mes souhaits, je voudrais que le dernier des rois fût étranglé avec les boyaux du dernier prêtre.» «Io vorrei, e questo sia l'ultimo ed il più ardente dei miei desideri, io vorrei che l'ultimo dei re fosse strangolato con le budella dell'ultimo dei preti.»

dicono di lui

Mai al vantaggio pubblico l'uomo ha francamente sacrificato i suoi diritti, la natura non ha fatto né servitore né padrone. Non voglio né dare né ricevere leggi! E le sue mani cucirebbero le budella del prete, in mancanza di una corda, per strangolare i re.»
Diderot, Dithrambe sur Féte des Rois: "Et des boyaux du dernier prêtre serrons le cou du dernier roi"
È ancor oggi quasi incomprensibile il modo con cui quest'uomo [Jean Meslier] dall'intelligenza straordinaria [...] abbia potuto ripercorrere – ed in qualche modo ricavarsi da solo – tutti i fili del complesso discorso che dal libertinismo portano al materialismo e al radicalismo settecenteschi. Un solo esempio: ci sono molti tratti del suo pensiero che hanno fatto pensare a critici non sprovveduti (da Lanson a Verniére) ad un'influenza di Spinoza. È stato invece dimostrato incontrovertibilmente che il Meslier non aveva letto nulla di Spinoza e che aveva ricavato il suo «spinozismo» dalle letture di Descartes e Malebranche.
Giuseppe Ricuperati (1936 – vivente), storico e docente universitario italiano.

i documenti di Jean Meslier

 

il testamentoMémoire des pensées et sentiments de Jean Meslier, prêtre-curé d'Etrépigny et de Balaives, sur une partie des erreurs et des abus de la conduite et du gouvernement des hommes, où l'on voit des démonstrations claires et évidentes de la vanité et de la fausseté de toutes les religions du monde, pour être adressé à ses paroissiens après sa mort et pour leur servir de témoignage de vérité à eux et à tous leurs semblables.

titolo italiano 
Memoria dei pensieri e dei sentimenti di Jean Meslier, prete, curato di Ètrèpigny e di Balaives, su una parte degli errori e degli abusi del comportamento e del governo degli uomini da cui si dimostrano in modo chiaro ed evidente le vanità e le falsità di tutte le divinità e di tutte le religioni del mondo, affinché sia diretto ai suoi parrocchiani dopo la sua morte e per essere usata da loro e da tutti i loro simili quale testimonianza di verità

Il Testamento di Jean Meslier fu presumibilmente il testo antireligioso più conosciuto e letto del XVIII secolo: Diderot lo conosceva bene e fece sue alcune frasi che gli valsero il carcere; il barone d'Holbach lo pubblicò insieme al Buon senso, opera la cui paternità fu a lungo attribuita allo stesso Meslier, pur essendo in realtà del Barone. L'edizione andò perduta e non se ne seppe più nulla: l'unica fonte era quella, abbondantemente riveduta ed emendata, di Voltaire. Il testo originale venne pubblicato nel 1864 in Olanda. 

Voltaire ha pubblicato nel 1762 un estratto dal titolo "Considerazioni del Curato di Étrépigni e di But, dedicate ai suoi parrocchiani"

Quali amputazioni e correzioni apportò Voltaire al Testamento? Manca tutta la parte politica, utopica, e così la parte bio-meccanicista, rimpiazzata dalle puntualizzazioni fatte dal Meslier sulle contraddizioni religiose, sebbene non ci sia dato di sapere se e quanto Voltaire abbia messo mano lì, dato che anche Jean Meslier conosceva bene le Scritture.

le otto parti fondamentali:

  • Non sono che invenzioni umane.
  • La fede, "credenza cieca", è un principio di errori, di illusioni e di raggiri.
  • Falsità delle presunte visioni e rivelazioni divine.
  • Vanità e falsità delle presunte profezie dell'Antico Testamento.
  • Errori della dottrina e della morale della religione cristiana.
  • La religione cristiana autorizza le prepotenze e la tirannia dei grandi.
  • Falsità della presunta esistenza della divinità.
  • Falsità dell'idea della spiritualità e dell'immortalità dell'anima.

Oltre alla Chiesa, alla religione, a Dio e alla figura di Gesù, nel mirino del Testamento ci sono la monarchia, l'aristocrazia, l'Ancien regime, l'ingiustizia sociale e la morale cristiana del dolore: in esso si professa una sorta di comunismo anarchico ante litteram ed una filosofia materialista.

Il Testamento - vol. I

Il Testamento - vol. I

a cura di Franco Virzo - 2013

Testament de Jean Meslier

Testament de Jean Meslier

traduzione a cura dell'Università di Pisa, corso di laurea di Filosofia

estratto del testamento di Jean Meslier

estratto del testamento di Jean Meslier

Considerazioni del Curato di Étrépigni e di But, dedicate ai suoi parrocchiani a cura di François-Marie Arouet, Voltaire - pubblicato nel 1762 traduzione di Franco Virzo (2006) Premessa Voi conoscete, cari fratelli, il mio disinteresse, non sacrifico per nulla la mia credenza ad un vile interesse e se ho abbracciato una professione così diametralmente opposta ai miei sentimenti, non è affatto per cupidigia: ho obbedito ai miei genitori. Vi avrei illuminato...

Il catechismo del curato Meslier

Il catechismo del curato Meslier

Edizione 1790 - Anno primo del regno della ragione e della libertàda "Les Archive de la Revolution Française - rielaborazione non autentica a cura di Sylvain Maréchal Traduzione di Franco Virzo - 2006

il sito web

LOGO Les amis de Jean Meslier carte 300x167 LOGO Les amis de Jean Meslier carte 300x167

Retrouvez sur le site des Amis de Jean Meslier : le Curé Meslier, sa vie, son œuvre, son environnement local et historique et les actualités ou événements le concernant.

http://www.jeanmeslier.fr

aforisma
Come sarebbe sciocco prestar fede ai miracoli del paganesimo, così è estremamente sciocco prestare fede a quelli del cristianesimo, poiché gli uni e gli altri scaturiscono da uno stesso principio di errori, di illusioni, di menzogne.

Finitela dunque di ingannare gli uomini con sciocche paure e vane speranze, e smettetela anche di propinare loro idee false sulla grandezza, potenza, bontà, saggezza infinita di un Dio che non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai.

I selvaggi, come tutti gli ignoranti, attribuiscono a qualche "spirito" tutti gli effetti dei quali, per la loro inesperienza, non riescono a rintracciare le vere cause. Chiedete a un selvaggio che cosa fa muovere il vostro orologio: vi risponderà: «Uno spirito». Chiedete ai nostri savi che cosa fa muovere l'universo: vi risponderanno: «Uno spirito».

Quand'anche tutti i monaci e tutti i preti celebrassero ognuno venti, trenta e persino cinquanta messe al giorno, tutte queste insieme non varrebbero un chiodo, come si dice abitualmente. Un chiodo è utile e necessario, e non si potrebbe farne a meno in svariate occasioni; ma tutte le preghiere, le orazioni e le messe che i monaci e gli altri preti potrebbero dire, non servono a nulla, e valgono solo a far guadagnare danaro a coloro che le dicono.

Non ci sia religione diversa da quella che consiste nell'abolire completamente la tirannide e il culto degli dèi e dei loro idoli.

Pour rétablir une justice sociale, il faut abattre la féodalité donc la religion catholique, qui est le soutien du pouvoir et s’en nourrit, par une démonstration purement matérialiste qui prouve que Dieu n’existe pas.

traduzione

Per ripristinare la giustizia sociale bisogna eliminare il feudalesimo quindi la religione cattolica, che è il sostegno del potere e se ne nutre, attraverso una dimostrazione puramente materialistica che dimostra che Dio non esiste.

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