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le professioni e il loro ruolo nella società moderna

Non è mia intenzione riproporre uno dei tanti siti con informazioni tecniche specifiche della professione. Ne esistono diversi e fatti bene: anch'io spesso mi collego a questi siti per beneficiare dell'egregio lavoro fatto. E' doveroso e sincero un ringraziamento per tutti quei colleghi che con il loro impegno gratuito agevolano il nostro lavoro.
La mia intenzione è aprire un dibattito e un confronto su un tema meno tecnico ma essenziale per il futuro della nostra professione e delle professioni in generale.
Il ruolo delle professioni è fondamentale per il processo di sviluppo e modernizzazione del modello di società che viviamo e di cui dobbiamo esserne più protagonisti e meno spettatori in una posizione molto diversa rispetto al passato.
Il fenomeno dell'abusivismo è stato vissuto come danno subito e non come violazione di regole vigenti che penalizzano la "fede pubblica" e i giovani nel loro processo di formazione.
La riforma delle professioni è un incubo che sembra voler penalizzare il sistema attuale delle professioni.
Dobbiamo imparare ad essere interpreti dello sviluppo, anche quello che ci riguarda, con la consapevolezza che il nuovo modello di società non potrà più essere semplicemente garantista e che le garanzie dovranno essere sempre più una conquista e non una regola.
La globalizzazione e il processo di liberalizzazione sono certezze che il mercato ha realizzato e che non consentono tentennamenti o tentativi di protezionismo poichè, in caso contrario, ne saremmo travolti con le conseguenze che è facile ipotizzare. Le nostre organizzazioni, anche se non più identificate in "enti di diritto pubblico", devono essere interpreti del nuovo modo di essere professionisti e affiancare, con il necessario coraggio, che purtroppo è sino ad oggi mancato, le istituzioni e la politica per dare un contributo di tutela e sviluppo e non di lobbistisca salvaguardia.
La politica, inevitabilmente, sarà quella che indirizzerà la riforma e noi dobbiamo essere presenti con un dibattito capace di dare contributi di ampio respiro perchè non realizzi riforme che, condizionate dalla semplicistica logica della salvaguardia, ci allontani dalla realtà del mondo economico che, oggi più che nel passato, ci richiede un ruolo di avanguardia e di dimensione molto più ampia di quella del territorio dove abitualmente operiamo.Non possiamo ignorare che un sistema economico sempre più indirizzato verso le attività del terziario creerà, inevitabilmente, dei meccanismi di concorrenza in settori che sino ad oggi sono stati di nostra competenza. Questa concorrenza potremo affrontarla e contrastarla unicamente innovando il nostro modo di essere professionisti e non ricercando tutele e garanzie che non ci sono più.
Se sapremo essere interpreti dello sviluppo e del processo di modernizzazione potremo vincere la competizione. In caso contrario la sconfitta sarà certa e la nostra professione sarà di esclusiva competenza delle società di "consulting" e delle banche che, grazie alla finanza strutturata, ci sostituiranno nella assistenza e consulenza alle aziende.
Non abbiamo tempo da perdere, siamo già in forte ritardo.




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