adesso è
Data Rivoluzionaria
Il più grande falso della storia dell'uomo!
Le dichiarazioni ed il riconoscimento dei diritti dell'uomo accompagnano la storia dell'uomo.
I filosofi greci, il diritto romano, tutte le religioni, compresa quella cristiana, la magna charta inglese, la rivoluzione francese, le carte costituzionali di tutte le nazioni, anche quelle meno democratiche, e, nei nostri tempi, l'O.N.U. e l'Unione Europea, tutti pongono al centro l'uomo e i suoi diritti.
Ovviamente le espressioni usate si modificano adeguandosi, con il passare del tempo, all'evoluzione del sistema sociale e alla sempre maggiore presa di coscienza degli uomini. Tutte, però, hanno un comune denominatore: restano a livello di enunciazione e non si realizzano.
La situazione attuale è, solo formalmente e apparentemente, diversa dal passato. La povertà interessa ancora la maggior parte dell’umanità e non solo nei paesi sottosviluppati o del terzo mondo ma anche all’interno delle cosiddette società civili. L’accesso ai consumi è aumentato ma solo perché è lo strumento necessario per garantire un sistema che attraverso il controllo e la concentrazione dei processi di produzione crea la ricchezza per pochi e impoverisce tutti gli altri anche attraverso lo strumento dell’indebitamento che negli ultimi anni ha raggiunto livelli assurdi e insostenibili e che è la prima vera causa della crisi economica attuale.
La struttura sociale, nonostante tutte le enunciazioni e le dichiarazioni, non si è mai modificata. Ha solo cambiato le denominazioni e la forma ma non la sostanza.
Cosa fare? Bisogna fare un salto culturale capace di superare gli egoismi che sono alla base delle differenze sociali; bisogna riposizionare il concetto dei “diritti” trasformando la loro garanzia attiva in garanzia passiva. E’ inutile affermare che ogni uomo ha “diritti”, bisogna affermare che ogni uomo deve garantire o contribuire a garantire i diritti degli altri. Bisogna passare da una società di diritti ad una società di doveri.
Il primo obiettivo in questa direzione è la dequalificazione di tutta l’attuale classe politica che nella perversa logica di garantirsi è diventata autoreferente dimenticandosi completamente che ha ricevuto un mandato per risolvere i problemi della gente.
 Solo con una crescita culturale scevra da egoismi si potrà arrivare ad uguaglianza dell'uomo che valorizzi le differenze cancellando le diversità.

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